L’Associazione IGT Terre Siciliane attribuisce una diversa interpretazione al dispositivo del Tar Lazio relativo all’etichettatura transitoria dei vini. Ma i legali di Duca di Salaparuta confermano

L’etichettatura transitoria IGT Terre di Sicilia e Doc Sicilia sui vini Grillo e Nero d’Avola della vendemmia in corso, diviene un caso, dopo il dispositivo del Tar Lazio del 30 agosto, del quale abbiamo dato notizia ieri. L’Associazione dei viticoltori IGT Terre Siciliane ha diffuso un comunicato che fornisce un’interpretazione diversa da quanto integralmente riportato nel dispositivo diffuso dai legali della cantina  “Duca di Salaparuta SpA”.  La sospensione dell’etichettatura transitoria “IGT Terre Siciliane” e “Doc Sicilia” ai vini Grillo e Nero d’Avola  (in commercio a partire dal prossimo anno), secondo l’Associazione dei Viticoltori della Igt Terre Siciliane  non solo non è stato accolta, ma oltretutto riguarderebbe solo – e temporaneamente – i vini della Duca di Salaparuta e non di altri produttori.

Il Tar Lazio – si legge nel titolo del comunicato della IGT – non accoglie il ricorso in sede cautelare di un’azienda contro la modifica dei disciplinari della Igt Terre Siciliane e della Doc Sicilia, confermando quindi le decisioni del Ministero delle Politiche Agricole”.

IGT Sicilia specifica poi che “Il Tar del Lazio ha rigettato la richiesta di sospensione proposta dalla società Duca di Salaparuta S.p.A. dei provvedimenti del Ministero delle Politiche Agricole di modifica dei disciplinari della Igt Terre Siciliane e della Doc Sicilia. Grillo e Nero d’Avola restano quindi nella Doc Sicilia. L’ordinanza del Tar consente a Duca di Salaparuta, ancora e soltanto per la campagna vendemmiale in corso, l’indicazione in etichetta della Igt dei vitigni Grillo e Nero d’Avola secondo il disciplinare precedente alle modifiche oggetto di contestazione, purché l’azienda si impegni al momento dell’approvazione definitiva del disciplinare da parte dell’UE, a ritirare dal mercato i propri vini Igt , con l’indicazione in etichetta dei vitigni Grillo e Nero d’Avola”.
L’associazione dei viticoltori, formata da tutte le organizzazioni di rappresentanza agricola e cooperativa, però “esprime soddisfazione per l’ordinanza emessa, che non rallenta un percorso di valorizzazione della vitivinicoltura siciliana che inizia dai suoi due vitigni più rappresentativi e che riguarda gli interessi dei viticoltori siciliani, sempre più parte debole dell’intera filiera produttiva.”.

Letto il comunicato, i legali che hanno assistito la “Duca di Salaparuta”, confermano invece la loro corretta interpretazione del dispositivo, e anzi anticipa l’Avv. Filippo Barbiera (promotore della campagna No DOC Sicilia e che in tale veste ha affiancato lo staff legale della “Duca di Salaparuta”):  “verrà presentata denuncia per la diffusione di notizie false”. Secondo l’Avv. Barbiera “non vi può essere alcuna diversa interpretazione sulle chiare parole proferite da TAR Lazio” e richiama testualmente quanto disposto  ” Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Seconda Ter), accoglie, nei limiti, ai fini e con le condizioni di cui in parte motiva, la domanda cautelare e per l’effetto..”  Ciò a riprova sottolinea Barbiera “dell’infondatezza argomentativa del comunicato stampa dell’Associazione Viticoltori IGT Terre Siciliane”
Sostiene l’Avv. Barbiera che tale comunicato “qualifica l’intenzione depistante dell’Associazione a generare uno stato di incertezza, al solo fine di non ammettere che in questa fase cautelare le loro presunzioni non hanno riscontrato la condivisione giuridica del Tribunale Amministrativo, che ha ritenuto, nei limiti, di accogliere la domanda cautelare avanzata dalla Duca di Salaparuta S.p.A.”

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