Italia sempre più verde grazie alle imprese che coltivano bio. Il nostro paese ha ottenuto così la leadership nelle certificazioni alimentari a livello comunitario per prodotti a denominazione di origine Dop/Igp, ma anche la minor incidenza di prodotti agroalimentari con residui chimici fuori norma e la decisione di non coltivare organismi geneticamente modificati. A dirlo è la Coldiretti, la maggiore associazione di rappresentanza e assistenza dell’agricoltura italiana.

Nel 2017 l’Italia conta 4965 prodotti alimentari tradizionali censiti dalle regioni e 291 specialità Dop/Igp registrate a livello comunitario e sceglie di vietare le coltivazioni Ogm e la carne agli ormoni a tutela della sicurezza alimentare e della biodiversità. Grazie a questi numeri e alle 60 mila aziende agricole biologiche che si trovano in Italia, siamo dunque ai vertici mondiali dove i produttori biologici hanno raggiunto i 2,4 milioni collocati principalmente in India (585.200), Etiopia (203.602) e Messico (200.039), secondo gli ultimi dati Ifoam.

Un risultato prezioso che non ha solo un impatto ambientale ma garantisce valore aggiunto alle produzioni agricole Made in Italy”, ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo – Investire sulla distintività è una condizione necessaria per le imprese agricole, in termini di qualità delle produzioni, affrontare così il mercato globalizzato, salvaguardando, difendendo e creando sistemi economici locali attorno al valore del cibo”.

Anche nel settore enologico il bio ha il suo peso: 1 italiano su 4 nel 2016 ha avuto almeno un’occasione di consumo sia a casa che fuori e la percentuale è in crescita. Nel 2016, secondo i dati della ricerca Wine Monitor Nomisma realizzata in occasione del VINO BIO DAY, le vendite di vino biologico hanno toccato i 275 milioni di euro, +34% rispetto al 2015.

(Fonte Ansa)