La vendemmia in Sicilia? Sarà di buon livello ma meno abbondante rispetto alle precedenti annate. A dirlo è Assovini Sicilia, l’associazione che riunisce 76 aziende siciliane di piccole e medie dimensioni. 

“Come ogni anno il vigneto siciliano regalerà una vendemmia lunga e variegata – dice Assovini – Sebbene in alcune zone non piova da metà marzo, anche la primavera in linea generale è stata mite ed il caldo è iniziato a fine maggio, non causando un eccessivo stress alle piante. Questa evoluzione climatica durante l’anno ha determinato una buona curva di vegetazione e le piante si presentano a inizio agosto in condizioni fitosanitarie ottimali. Ma l’isola è un vero e proprio continente vitivinicolo ed è caratterizzata da una biodiversità unica al mondo e da molteplici differenze pedoclimatiche che variano di zona in zona”.

A soffrire di più l’ondata di caldo e la mancanza di piogge da metà marzo è la provincia di Trapani. Nonostante ciò la qualità non ne risentirà, bensì la quantità che sarà inferiore. “Le piante, infatti, anche nei territori più aridi (come quello di Favignana, nella Tenuta di Calamoni), sono in perfette condizioni e non hanno subito alcuno stress idrico-  dice Federico Lombardo dell’azienda Firriato – Col mantenimento delle attuali escursioni termiche tra il giorno e la notte, avremo garantita la più equilibrata maturazione fenolica e l’integrità fitosanitaria degli acini che sembra essere tra le migliori dell’ultimo quinquennio”.

Nella zona centrale dell’isola tra i 500 e i 700 metri, nelle terre dell’Azienda Feudo Montoni, il caldo non si fa sentire così come nelle altre zone. “L’annata non è certamente fresca – ha detto Fabio Sireci, proprietario dell’Azienda – ma la curva di vegetazione delle piante è buona e siamo fiduciosi che nel mese di agosto possano arrivare nuove piogge e che la vendemmia porterà buoni risultati”.