Giro di vite sui controlli su tutta la filiera del biologico. La stretta è arrivata dopo tre anni di negoziati e riguarda il settore della coltivazione biologica e la commercializzazione dei prodotti di questo tipo. Previsti più controlli sulla filiera del biologico, requisiti stringenti per i prodotti importati da Paesi terzi e certificazione di gruppo per le piccole aziende. Queste le novità previste dal nuovo regolamento dell’Unione Europea relativo alla coltivazione bio e che supera il documento siglato nel 2007.

Lo scopo è quello di rilanciare la produzione europea, contrastare le frodi e rinnovare la fiducia del consumatore. Si fissa dunque l’obbligo di controlli in loco una volta l’anno su tutti gli operatori della filiera, incluse la vendita al dettaglio. Ispezioni ogni due anni con poca frequenza per coloro che risultano in regola per tre anni consecutivi. Chi invece importa prodotti bio dall’estero dovrà controllare che essi rispettino le regole europee.

 Per una maggiore sicurezza in questo settore, verranno creati database sui semi bio in modo da semplificare l’incontro tra domanda e offerta. Continueranno a esistere le aziende miste, che producono sia bio che convenzionale, mantenendo distinte e separate le due attività. L’accordo tra le istituzioni Ue “eliminerà gli ostacoli allo sviluppo sostenibile della produzione biologica nell’Ue – dice il commissario Ue all’agricoltura Phil Hogan – garantendo una concorrenza leale e migliorando i controlli e la fiducia dei consumatori“.