Il vino bianco più costoso d’Italia? È la bottiglia numero 3 della prima vendemmia 2014 del Perseo&Medusa, prodotto nell’Isola del Giglio, in Toscana. L’isola, che si è ormai lasciata alle spalle la tragedia della Costa Concordia, gode dunque di questo momento di celebrità che ha visto trionfare un investitore di Shangai, che si è aggiudicato la preziosa bottiglia di vino al prezzo di 330 mila euro.

Inventore di Perseo&Medusa è Pier Paolo Giglioni, venditore di casali agli stranieri in Val d’Orcia. “Quella del Giglio è una viticoltura eroica – ha detto Giglioni a Il Sole 24ore – visto che ai vigneti non si può accedere con mezzi meccanici e che tutto il processo di cura della vigna e di raccolta delle uve è fatto a mano. Ed è una produzione che non si può incrementare, vista la morfologia dell’isola. Per queste caratteristiche di unicità e irriproducibilità ho deciso di avvicinare le emozioni che suscita questo vino alla finanza”.

Il fortunato vino bianco ha un nome mitologico, caratteristica che lo rende ancora più prezioso, e il suo nome evoca la battaglia tra l’uomo e la natura che si ripropone nelle vigne dell’Isola. Realizzato con procedimenti manuali e secondo antichissime tradizioni gigliesi, questo vino viene affinato 24 mesi in bottiglia ed “il tappo è composto da uno speciale materiale completamente ecologico senza impronta di carbonio, oltre che dalle caratteristiche tali da impedire qualsiasi alterazione del prodotto”.

Del Perseo&Medusa ne vengono prodotte solo 600 bottiglie l’anno, il che indica l’unicità del prodotto. Ogni confezione contiene due bottiglie, la bottiglia da investimento – la cosìdetta Investment Bottle – e la bottiglia da bere, la Drink Bottle. “Sono convinto che un vino debba trasmettere anche emozione – scrive Giglioni nel sito Perseo&Medusa  – e per questo merita di essere bevuto, merita di essere immolato ad un momento suggestivo che raccoglie la pienezza e la passione della sua genesi in questo caso così particolare”.