I millennials, ovvero la generazione nata tra gli anni 80 e il 2000, amano il vino ma differente è il loro approccio. Negli Stati Uniti l’elemento primario è il brand (32%) – i giovani dunque avranno un occhio di riguardo per la bottiglia – mentre il 20% e il 21% guarda al prezzo e alla tipologia di vino (ad esempio un bianco o un rosso). I giovani italiani invece scelgono il loro vino in base alla tipologia, dando meno attenzione al brand.

Ai millennials piace inoltre che il vino resti nelle bottiglie di vetro anzichè in contenitori di altri materiali. Una questione di stile e di eleganza, senza dubbio. L’indagine, che ha interessato gli italiani e gli americani, è stata realizzata da Wine Nomisma Monitor per Verallia e presentata a Pollenzo, a Cuneo.

Beve vino il 69% degli americani tra i 21 e i 35 anni, e lo fa abitualmente il 29%. Più alta la percentuale dei bevitori italiani (l’84% tra 18-35 anni), fra i quali la percentuale dei consumatori assidui sale al 35%. Gli intervistati hanno dichiarato di preferire le bottiglie di vetro, meglio ancora se sono personalizzate o ispirate al design.

Gli americani preferiscono inoltre consumare vino nei cocktail (il 34%), mentre il 14% ama bevande pre-mixate. La ricerca è stata condotta negli Stati Uniti per una motivazione ben precisa: ancora oggi gli americani bevono il 50% del vino imbottigliato nelle regioni italiane e inoltre negli Usa crescono sempre più le importazioni di vino (+52% nell’ultimo decennio, + 3% nel 2016 rispetto al 2015).

Il vino rappresenta la prima voce dell’export agroalimentare italiano e il 4% del totale del Made in Italy viene venduto nel mercato degli Usa. La quota di mercato complessiva ha raggiunto il 32,4%, mentre l’export, che nel periodo gennaio-novembre 2016 ha raggiunto 1,65 miliardi di USD, è cresciuto del 5,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.