Italia regina dello spreco. Secondo uno studio condotto dal Food Sustainability Index-FSI, il nostro paese è sesto al mondo per disponibilità di acqua ma, allo stesso tempo, ne consuma una quantità notevole. Un dispendio che si aggira intorno ai 6.115 litri pro capite in media al giorno, superiore del 25% rispetto alla media europea e del 66% rispetto a quella mondiale. A creare il danno più grosso in termini numerici sono le produzioni agroalimentari.

I dati sono stati elaborati dalla Fondazione Barilla for Food & Nutrition in occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua, in programma il prossimo 22 marzo. Lo studio ha rilevato che l’Italia è all’ultimo posto in Europa per “impronta idrica agricola” pro-capite.

“Abbiamo la fortuna di vivere in un Paese dove si registra una disponibilità di acqua tra le maggiori al mondo anche se tale disponibilità non è omogenea nel territorio nazionale, con ampie disponibilità al Nord e percentuali più ridotte nel resto del territorio – ha dichiarato Marta Antonelli, Research Programme Manager della Fondazione Barilla Center for Food and Nutrition – Con un’impronta idrica tra le più elevate in Europa (oltre il 25% in più della media UE) e nel mondo (oltre il 66% in più della media mondiale), è fondamentale sensibilizzare l’opinione pubblica, ma anche media e altri stakeholder sull’importanza delle nostre scelte individuali perché queste sì, possono fare la differenza per il benessere del pianeta”.

La maggior parte delle risorse idriche in Italia è destinata all’agricoltura irrigua, che contribuisce all’inquinamento di mari, fiumi, laghi e falde acquifere. Il suggerimento della Fondazione è di “migliorare l’efficienza della gestione delle risorse idriche” e adottare una dieta mediterranea, facendo sì che si abbassi il nostro impatto idrico quotidiano, fino a 2000 litri pro capite. “Adottare la Dieta Mediterranea – continua Antonelli – privilegiare prodotti di stagione e seguire una dieta variegata e bilanciata, è il primo passo che ognuno di noi può compiere nella vita quotidiana per un più sostenibile consumo di risorse idriche. Non solo in Italia ma nel mondo, perché ogni volta che il cibo viene importato, si importa anche l’acqua contenuta in esso”.