Un proverbio dice che “chi ha il pane non ha i denti e chi ha i denti non ha il pane”. E nel leggere i dati diffusi della Fondazione Bcfn, riguardanti lo spreco alimentare nel mondo, ci si rende conto che il proverbio non mente. Ogni anno un terzo del cibo viene buttato: negli Stati Uniti c’è uno spreco annuale di 46 milioni di tonnellate, mentre in Europa con tutto il cibo buttato si sfamerebbero 200 milioni di persone. Numeri grandiosi e preoccupanti, davanti ai quali bisognerebbere soffermarsi.

A far tirare un sospiro di sollievo ci pensano Francia, Australia e Sudafrica, tre dei paesi in prima linea nella lotta allo spreco di cibo. Al contrario Arabia Saudita, Indonesia ed Emirati Arabi sono quelli che devono affrontare le sfide maggiori. La fotografia è stata diffusa dal Food Sustainability Index di Fondazione Barilla Center for Food & Nutrition (BCFN) e The Economist Intelligence Unit. L’Italia invece è in forte miglioramento, grazie alla legge approvata nel settembre 2016 contro lo spreco alimentare. Il nostro paese si posizione al nono posto della classifica in termini di cibo perso, ottenendo il massimo punteggio su alcuni indicatori, come quello relativo alle “politiche messe in campo per rispondere allo spreco di cibo”.

L’Italia è stata il secondo Paese europeo dopo la Francia a far fronte a questo problema, dotandosi di una normativa. Mentra la Francia cerca di risolvere gli sprechi con il sanzionamento, l’Italia punta a incentivi e snellimenti burocratici per chi si dimostra virtuoso. Chi per esempio ha un panificio, un bar o un ristorante può donare il cibo in eccesso a bisognosi o organizzazioni no profit, ricevendo benefici fiscali come gli sconti sulla tassa rifiuti.

Molto ancora deve essere fatto per far fronte allo spreco domestico: il consumatore finale getta infatti 110,5 chili di cibo all’anno. “Lo spreco di cibo è alla base di uno dei grandi paradossi del nostro sistema alimentare e la legge da poco approvata in Italia è un passo importante nella soluzione di questo problema, anche se molto deve essere ancora fatto da tutti, dall’industria ma anche da ogni singola persona” – ha dichiarato Luca Virginio, vice presidente Bcfn.