Il vino che matura nelle anfore di terracotta è un’antica pratica che merita tutela e interesse da parte dell’Unesco. La proposta è stata avanzata il 9 dicembre scorso da Manuel Narra, presidente del Municipio di Vadigueira (Portogallo), in occasione della grande Festa del Vino da anfora che porta il nome di Vitifrades. Il vino messo a maturare all’interno di anfore è una famosa pratica enologica, una tipologia produttiva che sta riscoprendo il successo in tutta Europa.

citta-del-vino1“La richiesta di inserimento del Vino da Anfora nel Patrimonio dell’Umanità avanzata il 9 dicembre scorso da Manuel Narra presidente del Municipio di Vidigueira (Alentejo, Portogallo), in occasione di Vitifrades, la grande Festa del Vino da Anfora, che si ripete da molti anni, è destinata a creare un nuovo caso positivo per il mondo del vino” afferma Paolo Benvenuti, direttore generale delle Città del Vino italiane. “Questa proposta riguarda il caso specifico di Vidigueira, dove la tradizione di produrre vino nei dolia come facevano gli antichi romani, è antichissima, fra l’altro testimoniata dalla presenza di una villa romana proprio nel sito archeologico di Sao Cucufate. La proposta, però, riguarda tutti i Paesi che un tempo hanno fatto parte dell’Impero Romano; in particolare la Georgia, dove il dolium è ancora oggi utilizzato interrato, e comunque riguarda anche il moderno uso dell’argilla e delle anfore per produrre vino o affinarlo”.

Purtroppo, a causa del disinteresse generale, questa pratica rischia di essere gettata nel dimenticatoio. “Si tratta di una bella responsabilità per il territorio di Vidigueira e per l’Europa, visto che questa pratica enologica, così antica, rischia in alcuni casi di essere perduta e dimenticata. Anche se esistono molte aziende che la stanno riscoprendo”, ha detto Manuel Narra. Durante l’evento è stato ribadito il sostegno al progetto da parte della rete Europea delle Città del Vino e dell’associazione Iter Vitis, l’Itinerario Culturale del Consiglio d’Europa con sede a Sambuca di Sicilia.