Un buon Cerasuolo di Vittoria? Non meno di 8 euro a bottiglia.
È la ferma risposta del presidente del Consorzio di Tutela della pregiata Docg, Massimo Maggio, a seguito delle perplessità manifestate da alcuni consumatori che spesso si ritrovano in promozione nei supermercati bottiglie di vino a meno di cinque euro.

Dopo lo scandalo sull’olio extravergine di oliva ed i dubbi scattati fra i cittadini sulla qualità di alcuni prodotti venduti a prezzi eccessivamente bassi, viene ora a molti da pensare su cosa si possa nascondere dietro svendite di vini pregiati.

Dietro un buon vino ed in particolare dietro un vino a Denominazione di Origine Controllata e Garantita, c’è una storia, un territorio, una cultura ed un lavoro che vede impegnate numerose persone in vigna, in cantina, nella promozione, tutto l’anno. Il vino ha un costo, che non può derivare semplicemente dal costo o valore dell’uva, ma a questa – spiega il presidentedevono sommarsi le spese che quotidianamente si sostengono nella gestione e conservazione del prodotto. Dobbiamo quindi tutelare ciò che produciamo con passione ed attenzione, e proporre i nostri vini, di altissima qualità, ad un prezzo adeguato. Il mio consiglio è solo quello di diffidare da prezzi troppo bassi”.

Un messaggio diretto ai consumatori ma di rimando anche alla GdO che dovrebbe a detta del Consorzio promuovere non i vini offerti al prezzo più basso ma le specialità del territorio, anche quelle prodotte artigianalmente e differenti dai prodotti della grande industria.

Del resto la parola promozione, nel linguaggio del marketing e della comunicazione d’impresa, indica l’incentivo o stimolo che tende a far conoscere e apprezzare un servizio, un prodotto o un’idea, non a vendere ad un prezzo bassissimo e a fare sconti per incentivare gli acquisti.

Compito del Consorzio, lo ricordiamo, è anche quello di tutelare i consumatori, garantendo la qualità del prodotto Cerasuolo di Vittoria nonché il produttore da una politica di prezzi al ribasso, approfittando magari di una situazione di crisi finanziaria.  Al di sotto di certe cifre – conclude Maggio – meglio dunque non comprare”.